Studio Legale Calandra

From the blog

Pubblicazioni

Viaggiatore importa olio con “proprietà medicinali”: non è reato se…

Una recente sentenza della Corte di Cassazione, (Cass. Pen. 20 giugno 2016 – n.15654) ha annullato una sentenza di condanna pronunciata dalla Corte d’Appello di Milano nei confronti di un viaggiatore che aveva importato 48 confezioni di olio avente «proprietà farmacologiche» e dunque «natura di medicinale» che, secondo quanto si legge nella sentenza impugnata, erano state poi «esposte in vendita nel negozio, in parte esibite nei pressi del registratore di cassa, in parte collocate in vetrina, in altra parte su una scaffalatura del negozio».

Il viaggiatore era stato processato e condannato per il reato di cui all’art. 648 cod. pen. (ricettazione)  perché, «al fine di trarne profitto, acquistava e comunque riceveva prodotti medicinali (denominati E.B. e N.B.) di provenienza illecita, in quanto importati clandestinamente in Italia in violazione dell’art. 292 T. U. Leggi Doganali e dell’art. 147, comma 1, seconda parte, d.lgs. n. 219/2006». Contestualmente, lo stesso era stata assolto dal reato di cui all’art. 348 cod. pen.  perché il fatto non costituisce reato, sulla base della seguente motivazione:

…«ritiene la Corte che sussista ragionevole dubbio che l’imputata abbia posto in vendita i prodotti in questione con la consapevolezza delle loro proprietà farmacologiche ed abbia pertanto coscientemente svolto attività abusiva di farmacista. […] La natura dei prodotti (olii per il corpo), il loro confezionamento (flaconi privi del caratteristico confezionamento dei farmaci), la non immediata percezione delle loro caratteristiche medicinali, inducono a dubitare che l’imputata fosse consapevole di vendere – non autorizzata – preparati farmacologicamente attivi».

Tale motivazione è stata ritenuta in contraddizione con la condanna dell’imputata per il delitto di ricettazione. Infatti, da tale accertamento sull’elemento psicologico effettuato in relazione al delitto di cui all’art. 348 cod. pen., deve essere  esclusa in capo all’imputata la rappresentazione, anche solo eventuale, della provenienza illecita degli olii sequestrati.

Infatti, il reato presupposto della ricettazione è indicato nella violazione dell’art. 292 T.U. Doganale e dell’art. 147, comma 1, d.lgs. n. 219/2006. Detta violazione dipende dalla natura farmacologica del prodotto, che altrimenti sarebbe potuto entrare liberamente nel territorio nazionale.

In tale fattispecie, la Procura della Repubblica non è riuscita a dimostrare la consapevolezza del viaggiatore sulle proprietà farmacologiche del prodotto e, pertanto, lo stesso è stato “graziato” dalla Cassazione sulla base di una presunta carenza dell’elemento soggettivo.

Attenzione, comunque, ad acquistare all’estero ed importare in Italia prodotti che possano essere destinati ad usi farmaceutici, poiché tale condotta, ove supportata dalla consapevolezza delle proprietà farmacologiche, si pone in violazione di diversi precetti della legge penale italiana.

Avv. Salvatore Calandra

Riproduzione riservata.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Si riceve su appuntamento

Il nostro studio, posizionato sulla più bella via della Superba, è a Vostra completa disposizione tutti i giorni, ventiquattro ore su ventiquattro.Non esiti a contattarci.