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Truffe e criptovalute: quali fattispecie di reato intervengono e come difendersi

Si sono rivolti allo Studio diversi clienti che sono caduti nella tela degli ormai numerosissimi hacker esperti in truffe nell’ambito delle criptovalute.

Si tratta di un business illecito che solo quest’anno, secondo i dati aggiornati fino al luglio 2022, ha fruttato ai criminali quasi 2 miliardi di dollari, un trend in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, nonostante il calo del prezzo dei Bitcoin sul mercato.

La tipica frode si esplica mediante la proposta di investimenti in criptovalute, intervenendo poi sulle stringhe di pagamento fornite per il versamento di fondi, oppure reindirizzando il malcapitato su pagine fake che vengono sostituite a quelle di siti affidabili, oppure creando piattaforme ad hoc dall’aspetto credibile, ovviamente fornite di numerose false recensioni positive.

Il primo approccio con la vittima può avvenire tramite un falso call center o mediante l’inoltro di mail con proposte di investimento, dopodiché si è messi in contatto con quello che viene presentato come un consulente personale esperto che seguirà tutte le operazioni e che sarà in grado di supportare tecnicamente l’investitore e suggerire gli investimenti maggiormente redditizi.

La prima avvisaglia di frode, a questo punto, si può trovare nel linguaggio delle comunicazioni: se i messaggi in italiano sono, ad esempio, infarciti di errori grammaticali, è probabile che il consulente sia in realtà un hacker straniero.

Un secondo elemento che deve sollevare ben più di un sospetto è il fatto che la persona con cui si è stati messi in contatto raccolga denaro per gli investimenti esclusivamente mediante proposte online o per mezzo del telefono, senza sottoporre all’investitore alcuna documentazione  informativa obbligatoria, in contrasto con quanto previsto dal TUF (testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria).

La vittima viene, a questo punto, indotta a iniziare ad investire i propri denari, mediante piattaforme che sembrano affidabili e ben recensite e a questo punto, dopo la messa in atto di diversi artifizi e raggiri, la fattispecie di truffa si perfeziona, mediante la prima disposizione economica a favore del truffatore. Un altro elemento che deve far destare immediati sospetti è la richiesta, da parte del sedicente consulente, ad operare attraverso siti internet dei quali egli stesso fornisce l’URL: le pagine sulle quali si è “trasferiti” possono essere state hackerate o create ad hoc per eseguire la truffa.

A questo punto, si può essere vittima di due diversi tipi di reato: la truffa e/o la frode informatica. La prima (art. 640 del Codice Penale)  si verifica quando l’oggetto degli artifici e dei raggiri è una persona fisica, che viene appunto indotta ad effettuare disposizioni patrimoniali che le arrecano nocumento a favore di un soggetto che ottiene un danno ingiusto. La seconda (art. 640 tre del Codice Penale) si verifica quando oggetto della frode è un sistema informatico e vi si può incorrere quanto la pagina del sito su cui si effettuano i versamenti viene hackerata o quando, mediante l’installazione di programmi che permettono all’hacker di operare da remoto sul computer della vittima, vengono effettuate operazioni illecite direttamente da quest’ultimo.

Si precisa che la fattispecie di truffa è, in questo caso, aggravata dalla minorata difesa della vittima, poiché la giurisprudenza considera le operazioni effettuate con il mezzo del telefono  o del computer come pregiudizievoli, in quanto avvengono “a distanza”.

Nell’ultimo dei casi affrontati dallo Studio, la vittima è incappata nella cosiddetta “truffa Blockchain”, nella quale il noto brand Blockchain viene utilizzato come esca per far credere all’investitore che ci siano problemi con la transazione effettuata in criptovaluta a causa dell’oscillazione del prezzo dei Bitcoin e che questo abbia causato un momentaneo congelamento dei fondi. Lo sblocco dei denari viene rappresentato come possibile solo effettuando un ulteriore versamento di denaro, che consenta di raggiungere il corretto ammontare di Bitcoin richiesto. Bisogna precisare che, in nessun caso, i fondi di investimento possono essere arbitrariamente congelati dalla società investitrice e che in questo caso si configura l’ulteriore fattispecie di appropriazione indebita (art. 646 del Codice Penale).

Il profilo di criticità maggiore riconducibile ai casi in cui si incappi in una di queste truffe, consiste nelle possibilità di recupero dei fondi investiti, che vengono per la maggior parte trasferiti all’estero sotto forma di criptovaluta e che saranno quindi difficilmente oggetto di provvedimenti di sequestro e restituzione da parte dell’Autorità Giudiziaria.

Come nella maggior parte delle fattispecie caratterizzate da frode, la migliore tutela è rappresentata da una maggiore attenzione preventiva, ossia nella fase di valutazione dell’investimento, data la pericolosità e la complessità di questo tipo di prodotti finanziari. Si tratta infatti di investimenti che presentano di per sé un elevato rischio e che possono facilmente condurre alla perdita del capitale anche quando non si incappi in una truffa. Una delle strategie utilizzate dai criminali informatici è puntare sull’elevata redditività dei prodotti a leva finanziaria omettendo di spiegare esattamente quali siano i loro rischi e facendo credere alla propria vittima di essere diventati “esperti” in materia. In realtà, si tratta di argomenti estremamente complessi e articolati, sia sul lato finanziario sia su quello informatico, per cui è improbabile che mediante lo scambio di qualche telefonata o di messaggi (attraverso applicazioni di messaggistica o e-mail) un consulente sia in grado di fornire un livello di approfondimento tale da permettere ad una persona di investire in modo consapevole. Le tecniche comunicative e lo sfruttamento dei bias cognitivi sono una parte integrante delle tecniche di truffa, pertanto è necessario prestare molta attenzione al linguaggio utilizzato da chi si professa esperto in queste materie.

Si consiglia pertanto molta prudenza, che si può concretizzare nella richiesta di consulenza preventiva al proprio avvocato esperto in criptovalute e frodi informatiche, il quale ha gli strumenti adeguati per smascherare in anticipo la frode ed evitare la perdita dei propri risparmi.

 

Avv.ta Elisa Traverso

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