Studio Legale Calandra

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Società tra avvocati, la riforma di ferragosto.

Con una legge di un solo articolo costituito da ben 192 commi, come il buon costume italiano ormai esige per evidenti ed inderogabili esigenze di chiarezza ed organicità dell’ordinamento, è stata modificata, “Al fine di   garantire   una   maggiore   concorrenzialità nell’ambito della professione forense ” la disciplina sull’esercizio della professione forense in forma societaria.

Sebbene temperata da qualche accorgimento, evidentemente richiesto dalla quantomeno rappresentata presenza di un minimo di pudore, viene introdotta così la figura del socio di capitale (al momento per non più di un terzo del capitale sociale) all’interno della società tra professionisti.

Più di qualche perplessità, in realtà, rimane sulla piena conciliabilità degli interessi del socio di capitale con gli interessi del cliente (utente finale) allorché la scelta difensiva strategica più opportuna non sia (a parere del professionista) quella più redditizia. Con buona pace, a modesto parere di chi scrive, della precisazione legislativa circa l’obbligo, in capo allo stesso professionista, di assicurare per tutta la durata dell’incarico la piena indipendenza e imparzialità, dichiarando possibili conflitti di interesse o incompatibilità, iniziali o sopravvenuti.

Introdotto altresì l’obbligo del preventivo scritto.

Sarà curioso verificare, con particolare riferimento ai procedimenti penali, quali saranno gli accorgimenti adottati  dai vari studi legali per far fronte a tale obbligo. A titolo esemplificativo, ci si chiede come si comporterà l’avvocato diligente quando, al sorgere del rapporto professionale, solitamente in sede di denuncia con elezione di domicilio (e dunque all’alba delle indagini preliminari), non è minimamente prevedibile quale e quanta attività professionale sarà necessaria per lo svolgimento dell’incarico. Sarà verosimilmente  necessario, altresì, presentarsi in aula, per la celebrazione del giudizio con rito direttissimo, all’indomani dell’arresto del cliente, con alla mano codice di procedura e preventivo scritto circa i “possibili” esborsi del povero soggetto “in vinculis“.

Estratto dalla legge 124 del 2017

Avv. Salvatore Calandra

Riproduzione riservata.

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