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No, non parleremo di Covid

Come l’Agenda 2030 ci propone di impegnarci per la tutela della salute.

 

Quando i diplomatici di diversi stati si incontrarono nel 1945 per costituire le Nazioni Unite (di questo parleremo, più avanti, v. goal n. 16), uno degli argomenti sul tavolo di negoziazione fu l’istituzione di un’organizzazione finalizzata al mantenimento e alla promozione della salute su scala globale.

L’Organizzazione Mondiale della sanità (OMS, o WHO secondo l’acronimo in inglese) venne costituita nel 1948, con lo scopo di raggiungere “The enjoyment of the highest attainable standard of health is one of the fundamental rights of every human being without distinction of race, religion, political belief, economic or social condition”.

La definizione di salute adottata dall’OMS comprende uno stato di benessere completo, fisico, mentale e sociale, e non solo la mera assenza di malattia o infermità. In ragione di questa visione olistica dello stato di salute, gli stati e gli organi decisionali dell’OMS hanno nel tempo sancito alcuni principi fondamentali quali per esempio la stretta correlazione tra la salute di tutte le genti e il mantenimento della pace e della sicurezza mondiali, l’opportunità di contrastare disparità tra stati su questo fronte (v. goal n. 10) e la pericolosità di sviluppi disomogenei nella promozione della salute e nel controllo delle malattie su scala mondiale.

Visione olistica della salute: stato di benessere completo, fisico, mentale e sociale

Bisognerà attendere il 1966, con il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali, affinché la salute venga ufficialmente riconosciuta come diritto fondamentale di ‘tutti i membri della famiglia umana’ (preambolo del Patto). Attenzione però: il Patto è uno strumento di diritto internazionale con finalità di indirizzo per gli stati e quindi privo di forza vincolante. Questo significa, in poche parole, che nessun ‘membro della famiglia umana’ potrà rivolgersi a un giudice lamentando che il suo diritto alla salute conferitogli dal Patto è stato violato, salvo il ricorrere di condizioni molto particolari e rarissime.

E’ interessante notare che anche i Sustainable Development Goals, oggetto di questa serie di conversazioni, non hanno natura vincolante. Sono quindi solo parole al vento? Noi crediamo di no, perchè esiste una grossa differenza con il Patto: i Goals dialogano non solo con gli stati, ma direttamente con le persone, le aziende, le associazioni…. I beneficiari stessi degli stessi Goal che quindi hanno (abbiamo) un interesse diretto a vivere in un mondo più equo, più pulito, più a misura d’uomo e di donna. I Goal ci aiutano a capire come raggiungere questo obiettivo globale.

La salute è un bene di tutti e tutti sono tenuti a contribuire per preservare  questa fondamentale struttura della società, partendo dalla prevenzione, menzionata espressamente dalla Carta Europea. Dai vaccini alle distanze sociali in caso di epidemia, l’appartenere alla ‘famiglia umana’ impone di avere cura della propria salute tanto per il benessere individuale quanto per quello collettivo. In termini giuridici, quindi, la salute non è solo un diritto, ma anche un dovere nei confronti della comunità.

La salute è un bene di tutti e tutti sono tenuti a contribuire per preservare  questa fondamentale struttura della società, partendo dalla prevenzione, menzionata espressamente dalla Carta Europea

In questa sede ci piace riflettere ancora su un aspetto, che con grande lungimiranza e precorrendo molto i tempi, era già stato inquadrato dalla Costituzione dell’OMS, ovvero l’approccio olistico alla nozione di salute. Nonostante siano trascorsi 72 anni dall’adozione di questo documento, la salute mentale ed emotiva continua a essere considerata come un quid minus rispetto alla salute fisica. 

Nell’Agenda 2030 si ritrova questo approccio complessivo alla salute, il testo affronta la tematica in ogni suo elemento, rispettando le aspettative verso un documento così ambizioso.

La trattazione di questo tema richiederebbe uno spazio più ampio rispetto a quello che possiamo dedicargli nel nostro articolo, ma ciò che vogliamo trasmettere in questa sede è, come sempre, il taglio pratico e la possibilità di applicare nella quotidianità i principi generali racchiusi nell’Agenda (per sapere di più sulla nostra idea dell’effetto imbuto dell’Agenda, leggi il primo articolo della nostra rassegna!).

La nostra trattazione è improntata ad un taglio pratico e fornisce la possibilità di applicare nella quotidianità i principi generali racchiusi nell’Agenda

Sono 9 i target in cui è suddiviso il goal 3, poiché il tema della salute e del benessere è estremamente complesso e si sviluppa secondo diverse direttrici.

I primi due target sono dedicati all’obiettivo di ridurre la mortalità delle madri a seguito del parto e la mortalità infantile e neonatale. Nella parte del mondo in cui viviamo, il problema della mortalità materna e infantile è inferiore rispetto a quella dei Paesi in via di sviluppo, ma non dobbiamo dimenticarci che le madri e i bambini sono una categoria debole e che deve essere tutelata. Ciò che un imprenditore italiano può fare per raggiungere questo obiettivo è provvedere a creare un sereno clima per le donne nella propria azienda, fornendo loro la possibilità di avere assicurazioni ad hoc, permettendo loro di gestire il periodo di maternità senza il timore di essere licenziate, fornendo la possibilità a tutte di accedere al giusto sostegno sanitario. Inoltre, giova anche una corretta comunicazione aziendale, improntata al rispetto per la decisione di avere figli e che non discrimini il genere femminile solo perché ha il compito di portare avanti la gravidanza e dovrà quindi assentarsi dal proprio posto di lavoro per qualche tempo. Inoltre, l’equiparazione dei genitori sul piano della gestione della prole sarebbe di grande aiuto per la famiglia e consentirebbe anche alle madri di avere maggior cura della propria salute e di non subire discriminazioni, oltre a equiparare tra i generi la possibilità di carriera.

Per quanto concerne specificamente i bambini, ciò cui si può porre attenzione è il fatto che i minori non siano esposti a sostanze dannose per la loro salute, oltre ad assicurarsi che possano avere tutte le cure di cui necessitano. Uno dei bisogni primari dei bambini è la possibilità di essere seguiti dalla propria famiglia, la quale deve quindi essere posta in condizione di fornire la necessaria assistenza alla prole e potersi procurare alimenti e beni materiali che favoriscano il corretto e sano sviluppo dei figli.

Il quarto target dell’Agenda si rivolge alle malattie quali AIDS, tubercolosi, epatite, malattie tropicali, malattie derivanti dall’acqua e malattie trasmissibili. Non ci si deve far persuadere dall’idea che questo tipo di patologie sia solo un problema di altri Paesi: in primo, luogo non è oggettivamente così; in secondo luogo, il mondo è composto da un’unica comunità di persone e l’Agenda mira proprio a unificare le genti di tutto il pianeta, per cui se è vero che la malaria non è più un problema strettamente italiano, esso rimane comunque un problema umano e, come tale, riguarda tutti. Che fare quindi? La principale azione che possiamo portare avanti con riguardo a questo target è informare. L’informazione interna all’azienda sulle malattie trasmissibili, comprese quelle sessualmente trasmissibili è fondamentale, così come lo è la non discriminazione delle persone affette dalle patologie indicate nel target, anche se possono essere molto invalidanti. Provvedere a che tutti i propri dipendenti abbiano un’adeguata copertura sanitaria ha certamente un suo peso, così come lo ha l’incentivo a consultare le sedi della “medicina dei viaggi” prima di recarsi all’estero. In questo modo, oltre a prevenire il diffondersi di patologie, si sensibilizza sul problema della loro esistenza.

Come già precisato in precedenza, quando si parla di salute, ci si deve riferire anche alla mente, non solo al corpo. L’Agenda precisa questo concetto nel suo quarto target del goal 3, in cui si parla, oltre alla riduzione della mortalità dovuta a malattie non trasmissibili, anche di salute e benessere mentale. In questo caso, le nostre azioni concrete sono di informazione e incentivo: diffondere la cultura della salute sul posto di lavoro e in ambiente domestico, oltre che incentivare i propri dipendenti e collaboratori a ricorrere a un’adeguata prevenzione. La promozione di uno stile di vita sano è fondamentale e praticabile da chiunque, così come la gestione in sicurezza del posto di lavoro. Questo comporta anche l’eliminazione dell’esposizione ad agenti tossici e/o inquinanti e il garantire a tutti la possibilità di avere cibo e beni materiali sani e salubri, oltre alla possibilità di praticare sport. Inoltre, da non dimenticare è il supporto psicologico in situazioni di disagio, oltre alla promozione di adeguati strumenti di prevenzione e cura di patologie psichiatriche. Importante è anche la non discriminazioni di soggetti che devono o vogliono seguire un percorso di accompagnamento psicologico o che hanno necessità di assumere psicofarmaci: eradicare la paura e il disprezzo verso chi soffre di malattie mentali o chi ha bisogno di aiuto è un primo passo verso il miglioramento della salute e del benessere mentali.

La promozione di uno stile di vita sano è fondamentale e praticabile da chiunque, così come la gestione in sicurezza del posto di lavoro

La salute non è solo assenza di malattie, è anche un corretto rapporto con l’alcool ed il rifiuto di assumere sostanze stupefacenti o comunque dannose per l’organismo. In questo caso, informazione e prevenzione sono la chiave di soluzione del problema, unite alla non discriminazione ed al supporto per chi si trova in situazioni di dipendenza.

Il sesto target si riferisce alla riduzione dei danni cagionati alla persona a seguito di incidenti dovuti al traffico veicolare. La questione degli incidenti stradali è in primo piano da molto tempo ed è anche stata oggetto di una legislazione fortemente repressiva. Ciò che un imprenditore può fare per il raggiungimento di questo obiettivo è agire sul piano della formazione circa la sicurezza stradale, informarsi del modo in cui i propri dipendenti si recano al lavoro e fornire formazione specifica, ad esempio su come utilizzare correttamente tutte le dovute precauzioni se si va in bicicletta, oltre ad incentivare il più possibile l’utilizzo dei mezzi pubblici. Un altro spunto è quello di verificare che tipo di mezzi utilizzano i partner della supply chain e le politiche adottate in tema di sicurezza stradale.

Il settimo target fa riferimento ad un argomento che, nel nostro Paese, è piuttosto difficile da affrontare con serenità: la salute circa la sfera sessuale e riproduttiva, la pianificazione delle gravidanze, l’informazione e l’educazione sulla salute riproduttiva e l’inserimento di quest’ultima in precise strategie nazionali. Quello che occorre fare è, anche in questo caso, fornire formazione. Trattare questo tipo di argomenti spesso sembra difficile, ma la prevenzione e la consapevolezza nella propria vita sessuale e riproduttiva sono la chiave per risolvere il problema delle malattie sessualmente trasmissibili e delle gravidanze indesiderate o non ponderate e questi non sono temi da trattare solo nelle scuole. Assicurare che i propri dipendenti possano avere tutte le informazioni necessarie, nonché l’accesso a strutture mediche sia di prevenzione che di cura o anche di semplice supporto, è il modo migliore per raggiungere l’obiettivo dato da questo target.

Trattare questo tipo di argomenti spesso sembra difficile, ma la prevenzione e la consapevolezza nella propria vita sessuale e riproduttiva sono la chiave per risolvere il problema delle malattie sessualmente trasmissibili e delle gravidanze indesiderate o non ponderate e questi non sono temi da trattare solo nelle scuole

L’ottavo target tratta l’annoso problema della garanzia alla salute, dal punto di vista economico. Se è vero che tutti devono poter fruire di adeguate cure e di adeguati strumenti preventivi, nella realtà non è così e l’Agenda ci offre alcuni spunti per ovviare al problema. Innanzi tutto, poiché la salute deriva da uno stile di vita sano, ci si può adoperare affinché tutti i collaboratori possano seguire un adeguato stile di vita, in conformità alle proprie esigenze culturali. Inoltre si può fare in modo che tutti abbiano un’adeguata copertura sanitaria e si può verificare se lo stipendio percepito sia adeguato ad affrontare eventuali spese sanitarie, anche con riferimento allo stato della sanità locale ed all’eventualità di doversi spostare. Inoltre, si può fare in modo che queste tematiche vengano affrontate da chi ha potere politico e amministrativo, in modo da sanare eventuali disuguaglianze sul territorio.

Infine, l’Agenda con il nono target si prefigge l’obiettivo di proteggere la salute delle persone da sostanze chimiche nocive e dall’inquinamento di aria acqua e suolo. L’imprenditore, in questo caso, può adoperarsi per adottare i migliori standard di sicurezza sul luogo di lavoro (andando anche oltre le prescrizioni di legge), provvedere ad un’adeguata formazione dei propri dipendenti, verificare se la propria impresa produce o sversa sostanze inquinanti per la salute delle persone che abitano nei pressi dello stabilimento e verificare le emissioni delle proprie aziende partner e dei fornitori.

Gli argomenti sono tanti, ma il principio della salute garantita ed accessibile a tutti è non solo un obiettivo importante dell’Agenda 2030 e neanche solo un principio garantito dalla Costituzione Italiana e da diversi trattati sovranazionali, è un diritto innegabile di ciascuno e le azioni indicate sono tutt’altro che fuori dalla nostra portata.

Proponiamo ora il consueto questionario, per un ulteriore momento di analisi della propria azienda dal punto di vista dell’applicazione dei principi di questo goal dell’Agenda 2030.

 

Avv. Elisa Traverso

Prof. (contr.) Isabella Querci

 

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