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MAE – Doppia punibilità: “non bastano fattispecie affini, occorre la perfetta coincidenza”

In materia di esecuzione conseguente al riconoscimento si una sentenza penale straniera, la Corte d’Appello di Genova annulla (rettifica) un ordine di esecuzione emesso dalla Procura Generale che, in violazione del principio di doppia punibilità, applicava una più grave fattispecie al condannato, seppur questa non fosse presente nell’ordinamento del Paese di provenienza.

Il caso riguarda un assistito dello studio legale Calandra, cittadino rumeno, condannato in Romania per associazione a delinquere (art. 416 c.p.) e contrabbando (art. 291 bis DPR 43/1973), oltre ad altri reati che, ai fini della presente esposizione, sono ininfluenti.

La Corte d’Appello di Genova, a seguito di esecuzione MAE, riconosceva la sentenza Rumena, riportando in parte motiva, pedissequamente, le fattispecie di reato contestate.

La Procura Generale, nell’emettere l’ordine di esecuzione conseguente, in applicazione del combinato disposto previsto dagli artt. 416 c.p. 291 bis DPR 43/1973 , reinterpretava in “chiave italiana” la contestazione della sentenza di condanna, ed applicava la (più grave) fattispecie di cui all’art. 291 quater DPR 43/1973 (associazione per delinquere finalizzata al contrabbando).

Evidenti e gravemente penalizzanti le conseguenze a carico del detenuto che, rientrando la fattispecie di cui all’art. 291 quater nel novero dei reati indicati dall’art. 4 bis comma 1 O.P., sarebbe stato praticamente escluso dalla possibilità di accedere alle misure alternative alla detenzione.

Promosso incidente di esecuzione, la Corte d’Appello di Genova accoglieva la tesi difensiva, affermando che “la corretta applicazione del principio della doppia punibilità impone la comparazione tra le fattispecie (straniera e nazionale) in modo tale da identificarne la corrispondenza in tutti gli elementi costitutivi, escludendo la ricorrenza delle condizioni nei casi in cui le fattispecie siano solo affini, ma non coincidenti, per la presenza in una di esse di qualche elemento diverso ed ulteriore, quale un elemento specializzante, come nel caso in esame…

Avv. Salvatore Calandra

Riproduzione riservata.

   

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