Studio Legale Calandra

From the blog

Pubblicazioni

Illecito 231/01: La Cassazione fa il punto su interesse e vantaggio nei reati colposi di evento

Con sentenza n.  22256, pronunciata dalla Quarta Sezione Penale a seguito dell’udienza del 3 marzo 2021, la  Suprema Corte chiarisce, richiamando peraltro  precedenti pronunce di legittimità  sul punto, i criteri ed i limiti che il Giudice di merito deve utilizzare nell’individuare i criteri di interesse e/o vantaggio che comportano la  configurazione dell’illecito 231 nei reati colposi di evento.

La Suprema Corte rinvia alla  Corte d’Appello la sentenza impugnata, con riferimento alla condanna dell’ente, poiché nella sentenza di condanna “non ha adeguatamente motivato la ritenuta sussistenza del vantaggio derivato all’ente dall’omessa previsione e adozione delle cautele ritenute dovute, sia sotto il profilo dell’asserito risparmio di spesa – non avendo dato conto né delle ragioni per le quali, nonostante il ricorso da parte della società a un consulente per la predisposizione del DVRI, la previsione della misura omessa avrebbe comportato una spesa ulteriore, né dei costi per l’esecuzione delle misure omesse, né della generale organizzazione della (società) in materia di sicurezza del lavoro – sia sotto il profilo, anch’esso specificamente contestato nell’atto d’appello, dell’asserita accelerazione dei processi produttivi, conseguente all’omessa adozione della cautela.

Si consiglia  la  lettura dell’intero provvedimento, ma si evidenzia sin d’ora la singolarità  del preciso diktat che  gli Ermellini forniscono nella parte conclusiva della sentenza, allorché elencano quali siano i principi che dovranno essere applicati dalla Corte d’Appello nella  valutazione della sussistenza dell’interesse e del  vantaggio (da pag.  16 della parte motiva).

“Il giudice del rinvio, nella valutazione della sussistenza del requisito dell’ “interesse”, dovrà inoltre fare applicazione dei principi secondo cui:

«ricorre il requisito dell’interesse quando la persona fisica, pur non volendo il verificarsi dell’evento morte o lesioni de/lavoratore, ha consapevolmente […violato la normativa cautelare] allo scopo di conseguire un’utilità per la persona giuridica [… e] la mancata adozione delle cautele antinfortunistiche [… è] l’esito (non di una semplice sottovalutazione dei rischi o di una cattiva considerazione delle misure di prevenzione necessarie ma) di una scelta finalisticamente orientata a risparmiare sui costi di impresa [ …]in materia di prevenzione» (in tal senso: Sez. 4, n. 16598 del 24/01/2019, Tecchio, non mass. sul punto; Sez. 4, n. 24697 del 20/04/2016, Mazzotti, non mass. sul punto; Sez. 4, n. 2544 del 17/12/2015 – dep. 2016, Gastoldi, non mass. sul punto);

«l’interesse è un criterio soggettivo, il quale rappresenta l’intento del reo di arrecare un beneficio all’ente mediante la commissione del reato. […che deve essere accertato mediante una valutazione] ex ante [… essendo] del tutto irrilevante che si sia o meno realizzato il profitto sperato» (Sez. 4, n. 38363 del 23/05/2018, Consorzio Melinda s.c.a., Rv. 27432002);

il requisito della commissione del reato nell’interesse dell’ente non richiede, ai fini della sua integrazione, la sistematicità delle violazioni antinfortunistiche, essendo ravvisabile «anche in relazione a una trasgressione isolata dovuta a un’iniziativa estemporanea, allorchè altre evidenze fattuali dimostrino il collegamento finalistico tra la violazione e l’interesse dell’ente», in quanto la sistematicità della violazioni «attiene al piano prettamente probatorio […], quale possibile indizio della esistenza dell’elemento finalistico della condotta dell’agente» (Sez. 4, n. 12149 del 24/03/2021, Rodenghi, Rv. 28077701; Sez. 4, n. 29584 del 22/09/2020, F.11i Cambria s.p.a., Rv. 27966001).

Il giudice del rinvio, nella valutazione della sussistenza del requisito del “vantaggio”, dovrà fare applicazione dei principi secondo cui:

– «ricorre il requisito del vantaggio quando la persona fisica, agendo per conto dell’ente, pur non volendo il verificarsi dell’evento morte o lesioni del lavoratore, ha violato sistematicamente le norme prevenzionistiche, e, dunque ha realizzato una politica di impresa disattenta alla materia della sicurezza sul lavoro, consentendo una riduzione dei costi e un contenimento della spesa con conseguente massimizzazione del profitto» (Sez. 4, n. 16598 del 24/01/2019, Tecchio, non mass. sul punto; Sez. 4, n. 24697 del 20/04/2016, Mazzotti, non mass. sul punto; Sez. 4, n. 2544 del 17/12/2015 – dep. 2016 , Gastoldi, non mass. sul punto) ovvero «massimizzazíone della produzione, indipendentemente dalla volontà di ottenere il vantaggio stesso» (Sez. 4, n. 38363 del 23/05/2018, Consorzio Melinda s.c.a., Rv._27432001), oppure consentendo una «riduzione dei tempi di lavorazione». (Sez. 4, n. 16598 del 24/01/2019, Tecchio, Rv. 27557001; Sez. 4, n. 29538 del 28/05/2019, Calcinoni, Rv. 27659603);

– «[il]vantaggio […] è criterio oggettivo, legato all’effettiva realizzazione di un profitto, di importo non irrisorio, in capo all’ente quale conseguenza della […violazione delle regole cautelar’ antinfortunistiche, il quale] deve essere analizzato, a differenza dell’interesse, ex post [… senza che sia ] necessario che il reo abbia volontariamente violato le regole cautelari al fine di risparmiare, in quanto la mancanza di tale volontà rappresenta la sostanziale differenza rispetto all’interesse» (Sez. 4, n. 38363 del 23/05/2018, Consorzio Melinda s.c.a., non mass. sul punto);

– «il concreto apprezzamento della consistenza del vantaggio, cioè del suo importo non irrisorio, è rimesso alla valutazione del giudice di merito, che resta insindacabile ove congruamente ed adeguatamente motivata» (Sez. 4, n. 38363 del 23/05/2018, Consorzio Melinda s.c.a., non mass. sul punto);

– ai fini dell’integrazione del requisito del vantaggio non è necessaria la sistematicità delle violazioni antinfortunistiche, essendo ravvisabile tale criterio di imputazione anche in relazione a una trasgressione isolata, allorchè altre evidenze fattuali dimostrino la consistenza del vantaggio derivato all’ente dalla commissione del reato, in quanto la sistematicità della violazioni attiene al piano prettamente probatorio, quale possibile indizio della consistenza del vantaggio.”

Si ritiene apprezzabile lo sforzo ermeneutico della Suprema Corte volto a impedire l’applicazione automatica della responsabilità dell’ente, sovente riscontrabile nelle decisioni di merito, tutte le volte in cui si rilevi una qualsivoglia carenza nell’applicazione delle misure di prevenzione a prescindere da una concreta ed effettiva valutazione dei criteri di riferibilità soggettiva dell’illecito

Avv. Salvatore Calandra

Riproduzione riservata

 

Si riceve su appuntamento

Il nostro studio, posizionato sulla più bella via della Superba, è a Vostra completa disposizione tutti i giorni, ventiquattro ore su ventiquattro.Non esiti a contattarci.