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Guida in stato di ebbrezza: il tasso elevato non preclude la particolare tenuità (art. 131 bis c.p.)

Recentissima ed interessante sentenza emessa dalla Suprema Corte, in particolare dalla Quarta sezione penale (Sent. del 3 dicembre 2018 n° 54018), in relazione ad un procedimento penale avviato per la violazione dell’art. 186 C.d.S., di guida in stato di ebbrezza in cui il conducente era stato “pizzicato” con una valore alcolemico nel sangue pari a 1,51 g/l (seconda prova 1,63).

Gli Ermellini hanno annullato la sentenza di appello, che confermava la condanna inflitta in primo grado, con riferimento al punto della parte motiva in cui i Giudici di merito avevano ritenuto di poter negare la invocata particolare tenuità del fatto (ex art. 131 bis c.p.) a fronte del mero dato numerico rilevato in sede di alcol test.

In particolare, i Giudici di legittimità scrivono nella parte motiva : “l’art. 186 C.d.S., comma 2, delinea l’appartenenza di tali contravvenzioni alla categoria dei reati di pericolo presunto, in cui la pericolosità della condotta è tratteggiata in guisa categoriale nel senso che il legislatore individua i comportamenti contrassegnati – alla stregua di informazioni scientifiche o di comune esperienza – dall’attitudine ad aggredire il bene giuridico che si trova sullo sfondo, da individuare nella vita e nell’integrità personale. Una volta accertata la situazione pericolosa tipica e l’offesa ad essa sottesa, resta sempre uno spazio per apprezzare in concreto, alla stregua della manifestazione del reato e al solo fine della ponderazione in ordine alla gravità dell’illecito, quale sia lo sfondo fattuale nel quale la condotta si inserisce e, di conseguenza, il concreto possibile impatto pregiudizievole.
Ne consegue che, ai fini dell’apprezzamento circa l’applicabilità dell’art. 131 bis c.p., occorre accertare che il fatto illecito non abbia generato un contesto concretamente e significativamente pericoloso con riguardo ai beni indicati. Il giudizio sulla tenuità del fatto richiede, dunque, una valutazione complessa in relazione alle modalità della condotta e all’esiguità del danno o del pericolo e richiede una equilibrata considerazione di tutte le peculiarità del caso concreto.”

La Corte di merito, investita nuovamente del procedimento, dovrà adesso rivalutare nell’interezza la vicenda portata alla sua attenzione e dovrà motivare sulla concreta concedibilitá o meno del beneficio invocato, che ricordiamo comporta la non punibilità del reo, non limitandosi al mero riferimento numerico ricavato dai risultati del test alcolemico ma, più ampiamente, alle effettive modalità della condotta ed alla valutazione della gravità del danno o pericolo riconducibili ad essa.

Per inciso, si ritiene doveroso ricordare come sia sempre pericoloso mettersi alla guida in condizioni psico fisiche non ottimali e, pertanto, si consiglia caldamente di evitare l’uso di sostanze alcoliche (o psicoattive) a tutti coloro che devono, poi, porsi alla conduzione di un qualsiasi veicolo.

Avvocato Salvatore Calandra

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