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Covid 19 e responsabilità 231: Informazione, azione e controllo

18 maggio 2020. Con le riaperture di domani anche le ultime attività dell’Italia che fa impresa si ritrovano ad affrontare la nuova epoca post-covid 19.

Distanziamenti, assembramenti, paraventi, disinfettanti … tra dettati normativi, ministeriali, linee guida, social network,  passaparola, sono poche le idee chiare su cui può fare affidamento l’imprenditore diligente che vuole essere conforme.

In tema di responsabilità dell’Ente, ai sensi della normativa 231, senza la seppur minima presunzione di  voler fornire soluzioni miracolose, ritengo di poter affermare che i principi fondamentali su cui si fonda l’intero apparato preventivo in materia responsabilità 231 con riferimento alla sicurezza sul lavoro rimangano validi, seppur bisognosi di essere adeguatamente aggiornati sulla base della attuale situazione pandemica.

Appare opportuno, a tal proposito, rileggere l’art. 30 del D.Lgs 81/2008 nel quale si precisa che:

1. il modello di organizzazione e di gestione idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche […] di cui al decreto n. 231 , deve essere adottato ed efficacemente attuato, assicurando un sistema aziendale per l’adempimento di tutti gli obblighi giuridici relativi:

a) al rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi a attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici;

b)  alle attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti;

c)  alle attività di natura organizzativa, quali emergenze, primo soccorso, gestione degli appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;

d)  alle attività di sorveglianza sanitaria;

e)  alle attività di informazione e formazione dei lavoratori;

f)  alle attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori;

g)  alla acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie di legge;

h)  alle periodiche verifiche dell’applicazione e dell’efficacia delle procedure adottate.

2. Il modello organizzativo e gestionale di cui al comma 1 deve prevedere idonei sistemi di registrazione dell’avvenuta effettuazione delle attività di cui al comma 1.

3. Il modello organizzativo deve in ogni caso prevedere, per quanto richiesto dalla natura e dimensioni dell’organizzazione e dal tipo di attività svolta, un’articolazione di funzioni che assicuri le competenze tecniche e i poteri necessari per la verifica, valutazione, gestione e controllo del rischio, nonché un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello.

4 Il modello organizzativo deve altresì prevedere un idoneo sistema di controllo sull’attuazione del medesimo modello e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate […]

Se l’impresa ha già adottato un Modello Organizzativo, dunque, dovrebbe già avere a disposizione tutti gli strumenti necessari per adeguare agilmente la propria struttura all’emergenza Covid 19.

Le parole chiave cui far riferimento, a mio parere, sono informazione, azione e controllo.

Informazione: tale prodromica attività va intesa in senso ampio, ed è comprensiva della formazione in favore del proprio team. Questo concetto si realizza attraverso la fornitura di nozioni sul rischio biologico ed istruzioni d’uso sui presidi ed i protocolli di prevenzione imposti dall’azienda, cui fare riferimento.

Azione: l’impresa deve adeguare l’ambiente di lavoro e le proprie procedure alla normativa di settore, facendo riferimento alle best practices, adeguando il proprio DVR, coinvolgendo le figure di responsabilità già presenti all’interno della struttura (RSPP, Medico Competente, RSL)

Controllo: l’impresa dovrà poi vigilare affinché le misure anti epidemia adottate siano effettivamente applicate e rispettate da tutti, sanzionando le violazioni al sistema.

Di tutte le attività svolte dovrà, ovviamente, rimanere traccia documentale (e documentabile).

Ritengo che il Modello Organizzativo 231 e l’Organismo di Vigilanza (inteso quale presidio di controllo di secondo o terzo livello) possano continuare a svolgere la propria funzione sulla base della struttura esistente ante Covid, premurandosi di vigilare affinchè le attività sopra descritte vengano adeguate, adottate ed efficacemente applicate.

La responsabilità 231, intesa quale colpa di organizzazione dell’impresa, è certamente un rischio concreto, probabile e impattante rispetto all’impresa che rimane inerte o che si disinteressi delle problematiche sottese alla sicurezza dei lavoratori, alla luce dell’attuale emergenza sanitaria. D’altra parte, l’impresa che si attiverà concretamente, fornendo adeguata informazione, valide azioni e costante controllo, oltre a ridurre concretamente le probabilità di contagio, avrà dimostrato di avere adeguatamente (e comunque in linea con le conoscenze attuali di settore) organizzato la propria struttura e la propria attività.

Avv. Salvatore Calandra

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