Studio Legale Calandra

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Costituzionalmente illegittima la preclusione della detenzione domiciliare agli ultra settantenni recidivi.

Con sentenza n. 56  del 9 marzo 2021 la Corte Costituzionale ha  dichiarato parzialmente illegittimo l’art.  47  ter, comma 1, nella parte in cui preclude l’accesso al beneficio penitenziario della detenzione domiciliare all’ultrasettantenne “condannato con l’aggravante di cui all’art. 99 del codice penale, poiché contrario ai principi espressi dagli  artt. 3 e  27  terzo comma della  Carta Costituzionale.

La censura investe quella presunzione assoluta di persistente pericolosità del condannato, derivante dalla mera applicazione dell’aggravante della recidiva, in  qualunque delle  sue forme disciplinate dall’art.  99 c.p.

La Consulta evidenzia  l’irragionevolezza di  tale disposizione in rapporto ai principi  di rieducazione ed  umanità  della pena, nell’alveo di una  giurisprudenza costituzionale sostanzialmente univoca sul tema.

La magistratura di sorveglianza torna così a  riappropriarsi della possibilità  di apprezzamento,  in concreto, della  eventuale pericolosità sociale dell’ultrasettantenne dichiarato recidivo, da valutarsi al momento della  decisione.

Avv. Salvatore Calandra

 

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