Studio Legale Calandra

From the blog

Pubblicazioni

Contrabbando di autovetture: la fuoriuscita dall’UE non è automaticamente esportazione definitiva

La giustizia si conferma lenta… ma inesorabile…. Ci è voluto un intero anno di istanze, memorie, solleciti ed accessi nelle varie cancellerie per riuscire ad ottenere il provvedimento di dissequestro di un’autovettura, del valore di circa 100.000 euro, sequestrata dalla Dogana di Genova (aprendo così le porte anche all’archiviazione del procedimento penale).

Ma partiamo dalla descrizione del fatto: il prevenuto, nato in Tunisia ma residente in Francia, cittadino francese da diversi anni (passaporto francese esibito all’Autorità doganale), nell’ottobre del 2022 si recava in Germania per ritirare l’autovettura MERCEDES GLE per conto della società ALFA Cars – nome di fantasia – avente sede in Francia che l’aveva acquistata al fine di trasferirla in Francia. Le Autorità tedesche rilasciavano in data 14.10.2022 una targa provvisoria per l’esportazione (cd. Zoll, utilizzata sia per le esportazioni intra UE che per le esportazioni extra UE), valida fino al 12.11.2022. Nella medesima giornata del 14.10.2022, il prevenuto acquistava un biglietto di andata e ritorno per la Tunisia con partenza il 15 ottobre e rientro in Europa il successivo 29.10.22 a nome suo, della moglie e dei due figli, indicando specificamente la presenza, sia per il viaggio di andata che di ritorno, dell’autovettura MERCEDES GLE targata XXXXX.

Al rientro in Italia, il giorno 29 ottobre 2022 (e quindi con la targa provvisoria tedesca ancora in corso di validità), arrivato presso il porto di Genova veniva denunciato per contrabbando per aver tentato di introdurre merci da uno Stato estero su territorio italiano, con conseguente sequestro dell’autovettura ai fini della confisca. La mera fuoriuscita del veicolo dal territorio unionale, sebbene evidentemente temporanea, veniva infatti considerata  dal personale delle Dogane come un’esportazione definitiva e, pertanto, il rientro in territorio UE veniva considerato un’importazione illecita. 

Nell’impostazione della difesa, l’autovettura in realtà era destinata fin dall’inizio ad un altro paese unionale (Francia) ma, all’interno del periodo di validità della targa tedesca provvisoria, il prevenuto aveva deciso di recarsi, per un breve soggiorno, in territorio extra UE senza la benché minima intenzione di esportare il bene (cfr. biglietto di trasporto su nave A/R).

L’illazione contenuta nel verbale dell’ADM assumeva che la validità della targa Zoll perderebbe di efficacia al momento della fuoriuscita del bene dal territorio nazionale e perfezionerebbe un’esportazione all’estero pur contro la volontà del proprietario (e la persistente validità della targa tedesca). Peraltro, come precisato dalla medesima ADM all’interno del verbale di constatazione, la stessa copertura assicurativa collegata alla targa mantiene la propria validità sino alla scadenza della data di immatricolazione.

Lo Studio, pertanto, ribadiva fin dall’inizio che l’utilizzo e la disciplina sottesa al riconoscimento delle targhe di prova tedesche in Italia trova la sua base normativa nello scambio di note tra Italia e Germania n. 411 del 22 ottobre 1993 (pubblicato GU n. 87 del 15.4.1994, suppl. ordinario – allegato 2) nel quale si legge che il Governo Italiano “…ammetterà per viaggi di prova, collaudo e trasferimento … i veicoli immatricolati nella Repubblica Federale di Germania con numeri di targa rossi in stato di validità.”

L’istanza di dissequestro presentata alla Procura della Repubblica il 23.11.2022 veniva decisa, a seguito di richieste di chiarimenti dalla Procura proprio alla Dogana, solo in data 4.4.2023 con un provvedimento di rigetto che ripercorreva, sostanzialmente, le medesime motivazioni del verbale ADM.

Presentata tempestivamente opposizione al Gip, ex art. 263 comma 5 cpp, l’istante doveva attendere fino al 13.9.2023 prima di vedersi riconoscere il diritto alla restituzione della propria autovettura. La “fuoriuscita dal territorio UE” scrive il Giudice “non può in alcun modo considerarsi una esportazione in modo definitivo, come invece emergerebbe dal capo di incolpazione”. E conclude: Sussiste quindi il ragionevole dubbio che l’indagato fosse in buona fede, probabilmente “ingannato” dalla immatricolazione provvisoria tedesca con scadenza successiva (12.11.2022) al rientro in Italia.

E’ bene ricordare che il contrabbando è un delitto configurato come fattispecie dolosa e che pertanto necessita della sussistenza dell’elemento soggettivo del dolo da parte dell’agente, il quale deve porre in essere delle condotte o degli accorgimenti chiaramente indicativi di una volontà di sottrarsi al pagamento dei diritti di confine aggirando la normativa doganale ed eludendone i controlli.

Stante la complessità della normativa doganale e le molteplici interpretazioni – per quanto erronee come in questo caso – cui si presta, si consiglia caldamente a chi non ha competenze specifiche di richiedere il consulto di un professionista prima di effettuare dei trasferimenti di beni UE/extra UE.

Avv. Salvatore Calandra

 

 

Si riceve su appuntamento

Il nostro studio, posizionato sulla più bella via della Superba, è a Vostra completa disposizione tutti i giorni, ventiquattro ore su ventiquattro.Non esiti a contattarci.