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Codice degli appalti: ANAC affronta le istanze di deregulation con l’informazione

In questo periodo di emergenza sanitaria ed economica, da più parti sono state avanzate varie proposte ed ipotesi di deroga alla disciplina del Codice degli Appalti (deregulation) al dichiarato fine di “liberare” quel settore d’impresa finanziato con denaro pubblico (acquisto di lavori, servizi e forniture da parte della PA ) da quelle stringenti “regole” che, sebbene poste a tutela del corretto utilizzo delle risorse economiche statali, “rallenterebbero” la tanto invocata ripresa economica.

In effetti, alcune deroghe alla disciplina prevista dal Codice degli Appalti hanno fatto ingresso sulla scena dominata dal lockdown attraverso alcune Ordinanze emesse dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile (nn. 630 e 639 del 3 e 25 febbraio 2020) e, successivamente, con alcune previsioni di deroga contenute nel decreto legge 18/2020 Cura Italia (poi confermate nella legge 27/2020 di conversione).

Senza entrare nel merito delle singole disposizioni derogatorie, non credo possano nutrirsi dubbi sul fatto che tali interventi emergenziali di deroga alle previsioni previste dal Codice degli Appalti comportino un’ineliminabile riduzione nella trasparenza delle procedure ed una maggiore vulnerabilità rispetto a pratiche corruttive e di maladministration in senso lato.

In questo quadro è legittimo chiedersi a quante garanzie di tutela al corretto utilizzo del denaro pubblico si è disposti a rinunciare e quali deroghe alla disciplina ordinaria siano effettivamente necessarie per affrontare la straordinaria situazione in cui ci troviamo.

In questo contesto, si segnala un interessante intervento dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione che ha pubblicato, lo scorso 30 aprile 2020, un Vademecum per velocizzare e semplificare gli appalti pubblici con il quale espressamente “l’Autorità intende fornire un quadro delle vigenti disposizioni acceleratorie e di semplificazione in tema di procedure per l’aggiudicazione dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, al fine di agevolare le stazioni appaltanti ove, fermo restando il contenuto della Delibera ANAC n. 312 del 9.4.2020, dell’art. 103 del D.L. n. 18/2020 e dell’art. 37 D.L. 23/2020, si rendesse necessario procedere ad approvvigionamenti nella difficile situazione di emergenza sanitaria in atto.”

Tale documento, dalla struttura agile e spiccatamente comunicativa, è accompagnato da una puntuale e più ampia ricognizione delle norme richiamate dal Vademecum e da un comunicato del Presidente Anac.

Tale intervento rappresenta, a parere dello scrivente, una sintesi equilibrata tra il potere regolatorio esercitato istituzionalmente dall’Autorità con il sempre più apprezzato intervento “collaborativo” della stessa (sia nell’ambito del potere di vigilanza sia nell’ambito del precontenzioso)  nelle procedure dei Contratti Pubblici.

Si ritiene doveroso concludere evidenziando l’invito rivolto dal Presidente, dott. Francesco Merloni, alle stazioni appaltanti, affinchè venga comunque assicurata – anche con modalità semplificate e tempistiche compatibili con le circostanze – la massima pubblicità agli atti adottati anche in regime di emergenza, ribadendo così l’importanza della trasparenza come misura di contrasto al malaffare.

Avv. Salvatore Calandra

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