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Cannabis light, ipotesi attenuata anche per vendita di ingenti quantità

La vendita di cannabis sativa, la cosiddetta cannabis light, priva di effetto drogante, è ormai legittima, a condizione che sia effettuata nei negozi autorizzati.

La vicenda che ha interessato lo Studio, riguarda l’arresto di una persona trovata in possesso di circa 3 chili di cannabis, gran parte della quale con una percentuale di THC (con effetto drogante) inferiore allo 0,6%.

Poiché il quantitativo di marijuana era ingente, veniva contestata all’imputato la fattispecie di cui all’art. 73 DPR 309/90 cc. 1 e 4, che prevede una cornice edittale elevata: reclusione da sei a venti anni e con la multa da euro 26.000 a euro 260.000, diminuita però da un terzo alla metà in ragione del tipo di sostanza.

Subito dopo il sequestro la sostanza veniva sottoposta a perizia tecnica. Dalle analisi chimiche è emerso poi – in linea con quanto sin da subito dichiarato dall’imputato – che la percentuale di principio attivo era minima. Infatti, circa 1.300 grammi di sostanza avevano THC al di sotto della soglia dello 0,5% e altri 600 grammi avevano THC pari allo 0,6%. In totale, in buona sostanza, da quasi 3 chili di marijuana si sarebbero potute ricavare solo 570 dosi medie singole, corrispondenti a 29 dosi medie giornaliere.

La richiesta al Tribunale è stata, in primo luogo, l’assoluzione per carenza di inoffensivi della condotta e, comunque, la derubricazione della contestazione iniziale nella fattispecie di lieve entità prevista dal comma 5 dell’art. 73 DPR 309/90 in ragione della qualità della sostanza sequestrata.

L’argomento centrale di questo procedimento penale risiedeva nella questione relativa alla concreta offensività della condotta sottoposta a giudizio, in assenza della quale, ovviamente, non vi sarebbe lesione al bene giuridico tutelato dalla norma e quindi non meritevole di una dichiarazione di responsabilità dell’imputato.

L’offensività della condotta di detenzione di stupefacenti destinati allo spaccio trova prima ragion d’essere nell’efficacia drogante dello stupefacente pertanto, se questo ne è privo, non vi è responsabilità penale. È per tale ragione che la cannabis sativa è lecitamente e regolarmente venduta.

La domanda da porsi era quindi: qual è la reale efficacia drogante della cannabis meritevole di punizione? L’argomento è stato trattato nel corso degli anni dalla giurisprudenza e dal legislatore.

Secondo le Sezioni Unite Castignani (SS. UU. 3047/2019), il THC da ritenersi drogante, quindi pericoloso, è nella percentuale superiore allo 0,5%.

La più risalente SS.UU. 47472/2007 afferma addirittura che la dose media giornaliera non abbia rilievo, ma che sia l’effetto drogante per singola assunzione a dover essere considerato. Ebbene, nei reperti in sequestro, sono state rinvenute 570 dosi medie singole, il che significa che per avere effetto drogante con uno spinello, questo avrebbe dovuto contenere 4,812 grammi di marijuana

Inoltre, occorre tenere presente che la cannabis light, venduta oggi in regolari attività commerciali, presenta una percentuale di THC pari allo 0,6%: se si considerasse questa come soglia drogante della marijuana, ben 1.999,079 grammi del campione in sequestro avrebbe dovuto essere esclusa dal capo d’imputazione. Ne sarebbero rimasto solo 744,2 grammi allo 0,8% (e pertanto grammi 5,95 di principio attivo, corrispondenti a 12 dosi medie giornaliere) e su questi sarebbe stato quantomeno necessario valutare la compatibilità con la destinazione ad uso personale.

Queste argomentazioni, dopo due gradi di giudizio, hanno portato alla derubricazione della fattispecie in ipotesi di tenue entità e al notevole contenimento della pena irrogata ma, di fatto, non è stata affrontata la questione circa la reale offensività della condotta di spaccio di cannabis con una percentuale di THC pari o inferiore a quella che viene legalmente venduta.

Un ottimo risultato, ancorché parziale, è stato conseguito se si considera che a fronte di una cornice edittale di partenza decisamente elevata (da 6 a 20 anni di reclusione e multa), il procedimento si è invece concluso con una condanna complessiva inferiore ai tre mesi di reclusione.

Avv.ta Elisa Traverso

 

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