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Attività legale nel metaverso?

Il metaverso è un argomento sempre più dibattuto, seppur ancora sottotraccia, nell’ambito dello sviluppo del business mediante l’utilizzo delle nuove tecnologie.

A giugno 2022 è stato pubblicato il report di McKinsey & Company riguardante proprio lo sviluppo di attività che creano valore in questo nuovo mondo virtuale, in cui è stato il settore del gaming a muovere i primi passi.

Il fatto che siano state le attività ludiche a colonizzare per prime il metaverso non è un dato che va trascurato, poiché l’approccio psicologico a tale nuova entità ne è stato certamente influenzato, e lo è ancora. A ciò si deve aggiungere che la tecnologia sottesa al metaverso ha un’evoluzione molto rapida e che spesso le innovazioni richiedono del tempo prima di poter essere assimilate dalle persone non addette al settore, specialmente nel campo dell’informatica dove, purtroppo, si riscontra spesso una scarsa alfabetizzazione.

Se si osservano i dati del report sopra indicato, senza entrare nei tecnicismi della materia in questa sede, si può notare come attualmente siano ancora le attività riservate al tempo libero quelle che hanno una maggiore attrattiva da parte dei consumatori: la categoria “social” è al primo posto, seguita da “enterteinment, gaming, travel, shopping”.

Se ci si concentra invece su quello cui stanno puntando le imprese, dal punto di vista dell’utilizzo della tecnologia sottesa al metaverso, si evince chiaramente che il settore della formazione e dello svolgimento di meeting è il più gettonato, anche se al primo posto si trova il “marketing”. Questo è, a parere di chi scrive, logico, dato che il gaming online prevede la possibilità di effettuare acquisti di beni nel metaverso e di “giocare per guadagnare” beni, anche di ingente valore.

Il mondo imprenditoriale, ad oggi, sta muovendo i suoi primi passi nel metaverso, con comprensibile lentezza, dato che è necessario comprendere a fondo la nuova tecnologia che ne è alla base e dotarsi di un crypto wallet, strumento necessario per poter operare in criptovaluta: tale ultima circostanza è fonte di grande incertezza sia dal punto di vista fiscale sia dal punto di vista del rischio di frodi e di perdita di valore dei crypto asset. Inoltre, i rendimenti ottenibili dagli investimenti in questo nuovo mondo sono ancora molto incerti e necessitano di una vision decisamente lungimirante, oltre ad un buon appetito al rischio.

I settori che stanno investendo di più nel metaverso, secondo McKinsey, sono quello energetico, high-tech, automotive, intrattenimento/media e turismo. Colpisce il posizionamento del settore “servizi professionali”, i quali si trovano molto più in basso nella classifica. Sempre a parere di chi scrive, questa carenza è da ricondursi all’incertezza nello sviluppo delle nuove tecnologie e alla sostanziale giungla normativa che ancora vi regna. Ogni area del metaverso, infatti, si regge su propri differenti smart contract, ossia agisce secondo i suoi protocolli e tale difformità nelle regole di base è certamente un elemento destabilizzante.

Anche il settore legale ha iniziato a muovere i primi passi in questa nuova realtà e lo sta facendo sia sotto il profilo della somministrazione di  formazione e della creazione di spazi virtuali in cui svolgere meeting aziendali su larga scala, sia dal punto di vista della consulenza preliminare, specialmente nell’ambito degli smart contract e dello scambio di token (fungibili e non fungibili). Vi è poi il settore penale, che sta iniziando a occuparsi di svariati profili inerenti sia i reati riguardanti le criptovalute, sia, seppur ancora raramente, delle problematiche dei reati contro la persona ma commessi contro il suo avatar,  sia delle sempre più numerose ed innovative truffe.

Infine, assume sempre maggiore interesse tutto il settore della compliance aziendale che dovrà necessariamente fare i conti con queste nuove tecnologie perché, se è vero che Internet è aterritoriale, le imprese hanno e avranno sempre una loro sede legale fisica e dovranno adeguarsi alla normativa nazionale che, prima o poi, interverrà per regolare il settore del business sul metaverso. Inoltre, questo nuovo spazio presenta già numerosi pericoli per chi intende investire tempo e risorse al suo interno, per cui è decisamente più conveniente approcciarsi a tali investimenti con la consapevolezza e con gli strumenti necessari a prevenire diversi rischi quali, ad esempio, le eventuali possibili contestazioni per la commissione di illeciti oppure i possibili danni riconducibili all’attività criminosa di terzi.

Sempre analizzando il report summenzionato, si nota che le imprese che stanno già investendo nel metaverso necessitano di persone che abbiano competenze specifiche per poter offrire le opportune consulenze. A tal proposito, si rileva come al sesto posto della classifica stilata da McKinsey compare proprio la categoria “legal, risk and compliance”. Non sorprende che tale settore non sia “sul podio” poiché, anche nel mondo reale, si tende a trascurare l’attività di prevenzione anche se fortunatamente stiamo assistendo a un lento cambio di mentalità, favorito anche dallo sviluppo a livello mondiale delle normative in materia di compliance.

In conclusione, tornando alla domanda “attività legale nel metaverso?” la risposta di chi scrive non può essere che SI: non si può infatti prescindere dallo svolgimento di una consulenza preliminare per l’impresa che si approccia al metaverso, così da permettere lo svolgimento del proprio business in modo sicuro e al riparo dai molteplici (e sempre nuovi) rischi derivanti dall’operare in un “mondo” ancora da colonizzare.

Avv.ta Elisa Traverso

 

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