Studio Legale Calandra

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Ampliato il catalogo dei reati societari presupposto della responsabilità 231. Scheda operativa.

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 marzo 2023 il D. Lgs. n. 19 con il quale il Governo dà attuazione alla direttiva UE n. 2019/2021 in materia di trasformazioni,  fusioni e scissioni transfrontaliere.

Nell’alveo del perseguimento di una sempre maggiore integrazione ed un più efficace coordinamento tra le diverse normative Nazionali dell’unione Europea, la norma introdotta punta all’eliminazione delle limitazioni alla libertà di stabilimento di una società, costituita secondo i requisiti previsti da uno Stato membro in uno degli altri Stati membri. Ciò, naturalmente, a condizione che siano soddisfatti i requisiti previsti dallo Stato ove la società decida di trasferirsi.

L’ambito di applicazione della nuova disciplina è circoscritto dall’art. 2 del Decreto che precisa quali siano le operazioni interessate (al comma 1) e quali quelle escluse (al comma 2).

L’art. 5 individua nella figura del Notaio l’Autorità competente a vigilare sulla corretta esecuzione delle operazioni.

Art. 5 Autorita’ competente

1. Le verifiche sulle operazioni disciplinate dal presente decreto ai fini del rilascio del certificato preliminare di cui all’articolo 29 e i controlli previsti dagli articoli 13, 33 e 47 sono attribuiti al notaio quale pubblico ufficiale. Il notaio puo’ richiedere i documenti o le informazioni ritenuti necessari, in base alle informazioni e ai documenti ricevuti, per la verifica delle condizioni per l’attuazione della singola operazione e per la verifica dell’assenza di condizioni ostative.

I successivi capi 2, 3 e 4 si occupano rispettivamente della disciplina della Trasformazione, della Fusione e della Scissione.

Per quello che interessa ai fini del presente contributo, si rileva come il capo VI del Decreto 19/2023 (Disposizioni Penali) introduca il nuovo reato di “false o omesse dichiarazioni per il rilascio del certificato preliminare“, nell’art. 54:

1. Chiunque, al fine di far apparire adempiute le condizioni per il rilascio del certificato preliminare di cui all’articolo 29, forma documenti in tutto o in parte falsi, altera documenti veri, rende dichiarazioni false oppure omette informazioni rilevanti, e’ punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. 2. In caso di condanna ad una pena non inferiore a mesi otto di reclusione segue l’applicazione della pena accessoria di cui all’articolo 32-bis del codice penale.

Il delitto di false o omesse dichiarazioni per il rilascio del certificato preliminare entra a far parte dei “reati presupposto 231”, inserito tra quelli in materia societaria in forza del successivo art. 55 del Decreto 19/2023 che, sotto la rubrica “Modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001 n. 231”,  va ad ampliare il disposto dell’Art. 25 ter, comma 1:

1. All’articolo 25-ter, comma 1, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’alinea, dopo le parole «dal codice civile», sono inserite le seguenti: «o da altre leggi speciali»; b) alla lettera s-bis), il segno di interpunzione «.» e’ sostituito con il seguente: «;»; c) dopo la lettera s-bis) e’ inserita la seguente: «s-ter) per il delitto di false o omesse dichiarazioni per il rilascio del certificato preliminare previsto dalla normativa attuativa della direttiva (UE) 2019/2121, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 novembre 2019, la sanzione pecuniaria da centocinquanta a trecento quote.».

Alla luce delle indicate modifiche, il nuovo testo coordinato (con modifiche in grassetto) risulta come segue:

«Art. 25-ter (Reati societari). – 1. In relazione ai reati in materia societaria previsti dal codice civile o da altre leggi speciali, si applicano all’ente le seguenti sanzioni pecuniarie:

s-bis) per il delitto di corruzione tra privati, nei casi previsti dal terzo comma dell’art. 2635 del codice civile, la sanzione pecuniaria da quattrocento a seicento quote e, nei casi di istigazione di cui al primo comma dell’art. 2635-bis del codice civile, la sanzione pecuniaria da duecento a quattrocento quote. Si applicano altresi’ le sanzioni interdittive previste dall’art. 9, comma 2; s-ter) per il delitto di false o omesse dichiarazioni per il rilascio del certificato preliminare previsto dalla normativa attuativa della direttiva (UE) 2019/2121, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 novembre 2019, la sanzione pecuniaria da centocinquanta a trecento quote.

Il “certificato preliminare” cui fa riferimento l’art. 54 D. Lgs 19/2023 viene disciplinato dal medesimo decreto all’art. 29 che recita:

1. Su richiesta della societa’ italiana partecipante alla fusione transfrontaliera, il notaio rilascia il certificato preliminare attestante il regolare adempimento, in conformita’ alla legge, degli atti e delle formalita’ preliminari alla realizzazione della fusione.

Per finire, si tenga presente delle disposizioni transitorie e finali, contenute nell’art. 56, delle quali si evidenziano i seguenti punti:

Art. 56 Disposizioni transitorie e finali

1. Le disposizioni del presente decreto, salvo che sia diversamente disposto, hanno effetto a decorrere dal 3 luglio 2023 e si applicano alle operazioni transfrontaliere e internazionali nelle quali nessuna delle societa’ partecipanti, alla medesima data, ha pubblicato il progetto.

3. Le fusioni transfrontaliere nelle quali, prima del 3 luglio 2023, una delle societa’ partecipanti ha pubblicato il progetto comune di fusione continuano ad essere regolate dal decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 108.

Ritornando nell’ambito della compliance 231/2001, alla luce dell’introduzione di questo nuovo reato presupposto, andrà ovviamente effettuato un assessment ad hoc all’interno degli enti potenzialmente interessati dalla nuova fattispecie criminosa, partendo dalle eventuali funzioni coinvolte nonché dai processi sensibili interessati, al fine di valutare la possibilità / probabilità di commissione dello stesso nell’ambito della società. A questo, dovrà seguire conseguentemente l’aggiornamento o l’integrazione dei presidi di controllo del Modello Organizzativo.

A titolo meramente esemplificativo potrà 1) disporsi di nominare un responsabile unico dell’operazione straordinaria; 2) implementare una procedura per il controllo su più livelli delle operazioni di collazione della documentazione da fornire al notaio; 3) redigere una procedura per garantire la scelta di un professionista imparziale e senza alcun collegamento con le società partecipanti all’operazione; 4) garantire la corretta archiviazione della documentazione comprovante il processo decisionale e organizzativo dell’operazione.

Riproduzione riservata

Avv. Salvatore Calandra

L’articolo è stato pubblicato anche sulla pagina ufficiale Generazione 231 aps.

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