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Alle Sezioni Unite la questione se il difensore impedito per ragioni di salute abbia l’obbligo di nominare un sostituto.

Con ordinanza N. 3784/2015, la Quinta Sezione Penale della Suprema Corte rimette alle Sezioni Unite per dirimere il contrasto sullo specifico quesito: “se sussiste l’obbligo di nominare sostituto,ex art 102 cod. proc. pen., ovvero indicare le ragioni che un tanto non consente,per il difensore anche quando l’impedimento legittimo dedotto sia costituito da ragioni di salute “.

UnknownLa questione trae origine da una sentenza della Corte d’Appello di Campobasso che (si legge nei motivi di ricorso) aveva rigettato istanza difensiva di rinvio per impedimento a comparire del difensore a causa malattia, sull’osservazione del difetto di esposizione – non richiesta dalla legge – delle ragioni che non consentivano la nomina di un sostituto processuale.

Difatti, la Corte territoriale aveva esaminato l’istanza di differimento per legittimo impedimento formulata dal difensore degli imputati e ritenuto effettivo il rappresentato impedimento, ma aveva rigettato detta istanza sull’osservazione che il difensore nulla aveva dedotto relativamente alla sua impossibilità di nominare un sostituto, siccome suo obbligo.

Con l’impugnazione viene contestata la sussistenza di un obbligo, in capo al difensore, che rappresenta il proprio impedimento legittimo per malattia, di anche solo dover motivare le ragioni che gli impediscono di nominare un sostituto processuale, affinché si proceda nel giudizio.

A sostegno di tale assunto, veniva indicata Sentenza  n° 6779/2013, depositata il 11.12.2013, ed emessa dalla sezione quarta di questa Corte.

La Quinta sezione della Corte, peraltro osserva che sul punto esistono diverse, e contraddittorie decisioni, richiamando quanto affermato dalla IV Sezione penale, con decisione assunta all’udienza pubblica del 22 luglio 2014 (dep. 8 agosto 2014), n. 35263, Gaggiano ed altro:

In tema di impedimento del difensore, l’obbligo di nominare un sostituto, ex art. 102, cod. proc. pen., sussiste anche quando l’impedimento dedotto sia costituito da serie ragioni di salute dello stesso difensore

Secondo tale pronuncia, anche quando la richiesta di rinvio del difensore attenga a ragioni di salute del difensore, non vi è alcune ragione per la quale ritenere quest’ultimo esonerato dall’obbligo di nominare un sostituto processuale, precisando che  la necessità di dare una giustificazione anche della mancata nomina di un sostituto, sarebbe chiaramente desumibile, oltre che da ragioni di ordine sistematico, dall’ultimo periodo dell’art. 420 ter, comma 5, cod. proc. pen.

Il differente approdo interpretativo (Cfr. Sez. V, 1 luglio 2008, n. 29914), si fonda sulla considerazione che l’onere de quo grava sul difensore allorquando questi eserciti una scelta tra un impegno professionale ed un altro, mentre nei casi di forza maggiore una simile pretesa non avrebbe senso e ragione, a meno che l’impedimento, per quanto non evitabile, non abbia  i caratteri della prevedibilità.

Gli avvocati attendono, con estremo interesse, la pronuncia delle Sezioni Unite.

 

 

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