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Accesso abusivo a sistema informatico: lo ius excludendi alios

La sentenza emessa in un processo a carico di un soggetto assistito dal nostro Studio, conclusosi recentemente con sentenza assolutoria, è l’occasione per ribadire un concetto che, ancora oggi, non è del tutto chiaro:

Lo ius excludendi alios è esclusivamente in capo al titolare del sistema informatico

Tale concetto trova il suo fondamento nel fatto che il sistema informatico al quale si è illecitamente effettuato l’accesso o nel quale ci si mantiene contro la volontà del titolare, viene protetto da misure di sicurezza che, appunto, possono essere messe in atto esclusivamente dal titolare stesso.

La vicenda che ha occupato lo Studio riguardava il dipendente di una banca che aveva illecitamente utilizzato la postazione di un suo collega per operare su un conto corrente di un cliente della banca ed effettuando di versi bonifici. Occorre precisare il suddetto collega lasciava la propria postazione senza effettuare il logout, per recarsi in bagno o per svolgere altre incombenze lavorative e non. A seguito di tali condotte, e tralasciando gli aspetti riguardanti il correntista depauperato, i due dipendenti della banca (sia il nostro assistito sia il suo collega) venivano sottoposti a procedimento disciplinare: il primo ha dovuto lasciare il posto di lavoro mentre il secondo è stato sottoposto a sanzione disciplinare.

Il bancario la cui postazione era stata utilizzata abusivamente dal nostro assistito procedeva penalmente contro quest’ultimo sporgendo denuncia querela per violazione dell’art. 615 ter del Codice Penale – accesso abusivo ad un sistema informatico, per avere utilizzato la propria postazione di lavoro ed il proprio terminale illegittimamente e contro la propria volontà.

Si badi che l’art. 615 ter c.p. è un reato procedibile a querela di parte.

Avendo chiare le premesse, si può passare alla questione di diritto: chi aveva il diritto di escludere il nostro assistito dall’accesso al sistema informatico all’interno del quale ha illegittimamente operato?

Secondo la Procura della Repubblica di Genova, che ha mandato a giudizio il prevenuto, il querelante era legittimato ad agire in quanto avrebbe subito un danno dalla condotta del nostro assistito.

Secondo lo Studio – e anche secondo quanto poi affermato dal Giudice in sentenza – solo la banca avrebbe avuto il diritto a sporgere querela in quanto unica titolare dello ius excludendi alios, poiché unica titolare del sistema informatico.

A questo punto entra in gioco una distinzione che, seppur di rara applicazione, è dirimente nel caso in esame, ossia la differenza che sussiste tra danneggiato dal reato e persona offesa. Il danneggiato dal reato è il soggetto che ha in concreto subito un danno a seguito della condotta criminosa, mentre la persona offesa è il soggetto titolare del bene giuridico che è stato leso mediante la condotta criminosa. Generalmente i due soggetti coincidono ed è anche possibile per il danneggiato civilmente esercitare l’azione civile nel processo penale, ma è sempre e solo il titolare del bene giuridico tutelato che può legittimamente proporre querela nei confronti di chi ha leso tale bene.

Nel caso che ci occupa, la persona offesa è riconducibile all’istituto bancario (che non ha ritenuto di sporgere alcuna querela), poiché il sistema informatico è il suo, mentre nonno è l’operatore dipendente della banca il quale ha esclusivamente il permesso di operare all’interno di quel sistema informatico.

Per esemplificare, trasponendo la vicenda nel “mondo reale”: Tizio è proprietario di un appartamento e lascia le chiavi a Caio, che in quell’appartamento fa le pulizie e cucina per conto di Tizio. Durante l’assenza di Caio, il quale si è recato a fare la spesa lasciando la porta socchiusa, un ladro entra in casa di Tizio e la svaligia. Chi dovrà/potrà sporgere querela nei confronti del ladro? Tizio, che è il proprietario di casa o Caio, che aveva le chiavi dell’appartamento? Vista in questi termini la risposta corretta appare più evidente: sarà Tizio a dover presentare la querela poiché è il titolare del bene giuridico tutelato dalla norma che vieta il furto in appartamento.

Analogamente, il fatto che il bancario cassiere avesse la chiave di accesso al sistema informatico di certo non lo rende il titolare del sistema stesso. Egli è solo autorizzato ad operarvi ed ha, peraltro a sua volta, violato le regole di utilizzo dettate dal titolare del sistema informatico, allontanandosi dalla sua postazione senza effettuare il logout e per questo – solo per questo – è stato sottoposto a sanzione disciplinare.

Poiché nel nostro caso la banca, titolare del bene giuridico tutelato dalla norma, ha deciso di non sporgere querela, il nostro assistito non avrebbe dovuto essere sottoposto a processo per mancanza della condizione di procedibilità.

Il Giudice pertanto, sposando la tesi difensiva e in accordo con la giurisprudenza maggioritaria, ha così mandato assolto il nostro cliente, redigendo la sentenza che ben esplicita il ragionamento giuridico e della quale, per completezza, si consiglia la lettura (sentenza n. 818 del 2023 del Tribunale monocratico di Genova).

Avv.ta Elisa Traverso

 

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