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231 per la piccola e media impresa: focus sulle Linee Guida di Confindustria

Il Modello di Organizzazione e Gestione ex D.Lgs. 231/2001 è uno strumento di prevenzione dei reati che apporta grandi benefici non solo alle imprese grandi e strutturate, ma anche a quelle di piccole e medie dimensioni. In tali realtà, ove spesso la redazione e corretta applicazione del Modello viene vista come un intralcio al business, al “lavoro operativo vero e proprio”, si possono apprezzare i vantaggi che derivano da una buona analisi dell’impresa e dalla proceduralizzazione delle attività. Bisogna infatti ricordare che il Modello Organizzativo deve sempre essere redatto sulla base delle dimensioni, dell’attività e del settore in cui opera l’impresa e può anche essere “spacchettato”, ossia la redazione della parte speciale del Modello può anche  non essere omnicomprensiva di tutte le fattispecie di reato private dal Decreto all’inizio, ma orientata alla prevenzione di solo quei reati che, per le caratteristiche specifiche dell’ente in oggetto, si presentano come di più probabile realizzazione. Da non dimenticare, poi, che il Modello Organizzativo di un ente di piccole dimensioni sarà un documento differente e più snello rispetto a quello di una società strutturata e quindi richiederà un minore sforzo per la realizzazione e la successiva gestione, con conseguente contenimento dei costi.

Non è necessario ricordare che l’imprenditore medio/piccolo provvede quotidianamente e autonomamente al controllo di gestione, ma spesso non lo formalizza. Si tratta, fondamentalmente, di fare questo, avendo in più un occhio di riguardo alla prevenzione della commissione di illeciti, che spesso non è avvertita come rischio d’impresa o è vista come un rischio residuale o viene trascurata la portata punitiva delle attuali norme amministrative e penali d’impresa.

In particolare, le Linee Guida di Confindustria del 2021 (pg. 101), forniscono un buon punto di partenza per un’efficace redazione del MOG per le piccole e medie imprese.

In primo luogo, la Piccola Impresa viene definita, per quanto riguarda questo specifico argomento, come quella che ha una struttura essenziale e snella più che in termini quantitativi e questo deriva dal fatto che per la redazione del MOG quello che ha maggior rilevanza non è il numero di dipendenti o il fatturato, ma l’organizzazione interna, che è proprio quella che deve essere studiata e regolamentata.

Infatti, nell’impresa di piccole dimensioni, la compenetrazione tra volontà dell’imprenditore e dei suoi collaboratori da un lato e quella dell’impresa dall’altro, è molto forte, quindi può risultare più difficile mantenere esente da responsabilità l’ente nel caso in cui un dipendente o lo stesso imprenditore pongano in essere un reato che va anche a vantaggio dell’ente, poiché è più arduo raggiungere la prova che la “volontà” dell’ente stesso fosse quella di evitare la commissione di tale illecito anche se ne ha tratto beneficio.

Ciò che emerge dalla lettura delle Linee Guida di Confindustria 2021 è una semplificazione della gestione interna che si riverbera anche nella redazione e attuazione del Modello, oltre al fatto che molte funzioni e responsabilità possono confluire in capo al datore di lavoro, il quale può (e gli è suggerito di farlo) avvalersi di consulenti esterni.

Questi i punti di principale semplificazione per le Piccole e Medie imprese secondo Confindustria:

  • l’articolazione delle funzioni è molto semplificata e di conseguenza lo è anche il ventaglio di casistiche di illecito in cui può incorrere l’ente;
  • le modalità operative di conduzione dell’attività di gestione dei rischi, possono essere svolte dall’organo dirigente, con l’eventuale apporto di professionisti esterni;
  • l’articolazione dei controlli preventivi risulta semplificata;
  • nelle aziende che comprendono fino a 200 dipendenti – a esclusione delle attività ad alto rischio previste dal decreto 81/2008 – l’organizzazione del Servizio di Prevenzione e Protezione può essere esterna all’azienda ovvero all’unità produttiva interessata;
  • nelle aziende fino a 30 dipendenti i compiti di responsabile del SPP possono essere svolti direttamente dal datore di lavoro, definito agli effetti degli obblighi di prevenzione e protezione dall’articolo 2 del decreto 81/2008;
  • le figure da adibire alla gestione delle emergenze e del pronto soccorso nelle piccole imprese e l’attribuzione delle relative funzioni, può essere concentrata in capo a un unico soggetto;
  • per le PMI sono state definite procedure semplificate (“standardizzate”) per gli adempimenti documentali relativi, in particolare, alla valutazione di rischi;
  • il Codice Etico può essenzialmente rifarsi ai contenuti minimi obbligatori, consistenti nel rispetto delle norme vigenti, nel monitoraggio di ogni operazione effettuata e nella espressione di una serie di princìpi cui dovrà essere improntata l’attività dell’ente nello svolgimento dei rapporti commerciali con i soggetti rilevanti. Di conseguenza anche l’adozione e applicazione del relativo sistema disciplinare risulta più agevole;
  • per quanto concerne l’Organismo di vigilanza, il Decreto 231 ha previsto all’articolo 6, comma 4, la facoltà dell’organo dirigente di svolgere direttamente i compiti indicati. Viene fatta la raccomandazione che, nell’assolvimento di questo ulteriore compito, esso si avvalga di professionisti esterni, ai quali affidare l’incarico di effettuare verifiche periodiche sul rispetto e l’efficacia del Modello, ma si tratta necessariamente di compiti tecnici e corredati dall’obbligo di riferire alla dirigenza, poiché è in capo ad essa che rimane la responsabilità. Se il datore di lavoro decide di non avvalersi di alcun aiuto esterno, dovrà comunque verbalizzare le attività di controllo svolte e tale verbale dovrà essere controfirmato dall’ufficio o dal dipendente sottoposto alle verifiche;
  • per quanto riguarda la salute e sicurezza sul lavoro, negli enti di piccole dimensioni il legislatore consente, per un verso, che l’organo gestionale svolga attività di vigilanza e, per altro verso, che possano essere assunte dal datore di lavoro tutte le responsabilità riguardanti gli adempimenti di prevenzione e protezione.
Appare dunque evidente come le agevolazioni riservate dal legislatore agli enti di piccole e medie dimensioni siano concrete e  consentano che l’adozione e attuazione di un MOG idoneo alla prevenzione della commissione di illeciti sia alla portata di tutti. Per questo tipo di enti è ancora di fondamentale importanza la scelta di un consulente che sia in grado di comprendere le dinamiche interne all’impresa così da calibrare i presidi di controllo idonei alla prevenzione e mostrare all’imprenditore quali siano i punti deboli della propria struttura ed i pericoli cui potrebbe andare incontro, fornendogli la possibilità e gli strumenti di miglioramento necessari nonché quella tutela della propria impresa dalla responsabilità ai sensi del Decreto 231/2001.
Avv.ta Elisa Traverso
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